Aneddoti e curiosità del lunedì: Star Trek

Il famoso saluto vulcaniano, con la mano alzata e le dita aperte a “V” fu un’invenzione dello stesso Leonard Nimoy. Dopo che gli fu chiesto tassativamente di non ridere mai e di interpretare un personaggio logico e privo di emozioni, pensò che un saluto tipo stretta di mano potesse essere troppo caloroso per un vulcaniano. Fu così che pensò ad un gesto più freddo e soprattutto privo di contatto fisico. Pare che Nimoy abbia “rubato” il gesto da una cerimonia ebraica vista di nascosto (perché all’epoca aveva 8 anni e avrebbe dovuto tenere gli occhi chiusi). La posizione delle dita rimanda a una lettera ebraica che è l’iniziale di Shaddai, uno dei nomi di Dio.

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Zachary Quinto, chiamato a interpretare Spock nel reboot di Star Trek del 2009, non riusciva a fare il saluto vulcaniano, poiché faticava a separare le dita nel modo giusto. Alla fine ci riuscì, ma solo quando il regista JJ Abrams gli incollò letteralmente le dita con nastro adesivo invisibile.

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L’idea del teletrasporto, una delle cose che più hanno fatto sognare i fan, nacque non tanto da esigenze di copione, quanto da problemi di budget. Ogni volta che nel telefilm veniva richiesto lo sbarco di membri dell’Enterprise su un pianeta o un altro vascello, sarebbe stato necessario realizzare effetti speciali quali navette in atterraggio, hangar, piste di atterraggio o decollo, tutte cose costose. Ancor più costoso sarebbe stato ipotizzare che l’Enterprise potesse atterrare, poichè la si sarebbe dovuta attrezzare con apposite zampe retrattili (l’unica nave dell’intera saga di Star Trek attrezzata in questo senso è stata la Voyager). Per ovviare a questo problema, Gene Roddenberry inventò il teletrasporto, che permetteva di raggiungere navi o pianeti senza alcun problema e a basso costo. L’effetto “luccicoso” fu realizzato da Darrel Anderson facendo cadere della polvere di alluminio attraverso un raggio luminoso e riprendendo il tutto con una cinepresa capovolta.

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La frase Teletrasportami, Scotty!, divenuta oggetto di parodie e tormentoni, non è mai stata pronunciata in nessun film o episodio. Venivano pronunciati comandi simili, tipo Scotty, portaci su!, ma la frase specifica che quasi tutti conoscono non è mai stata detta. Tuttavia, divenne il titolo della biografia dell’attore James Doohan, che interpretava Scotty.

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Quando la serie divenne popolare, il padre di Leonard Nimoy lavorava come barbiere. Spesso gli capitava che i ragazzini entrassero nella sua bottega chiedendo un “taglio alla Spock”, senza sapere che a tagliare loro i capelli fosse proprio il papà di Spock.

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Secondo George Takei, interprete di Sulu e da sempre poco in sintonia con William Shatner, pare che il famoso capitano Kirk avesse un ego insopportabile sul set. Shatner non solo pretese che il suo nome fosse scritto molto più grande degli altri interpreti, ma fece anche tagliare parecchie battute degli altri personaggi perché a lui spettava, da contratto, una percentuale maggiore di dialoghi. All’inizio, inoltre, indossava rialzi nelle scarpe per risultare più alto di Spock e McCoy.

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Le porte scorrevoli erano un bel problema sul set della serie classica, poiché venivano aperte manualmente dalla troupe, fingendo che fossero automatiche, e spesso gli attori ci sbattevano contro dolorosamente: non potevano infatti mostrare esitazione nell’avvicinarsi alle porte, e a volte capitava che gli operatori addetti sbagliassero i tempi di apertura.

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Patrick Stewart, scelto per interpretare il capitano Picard in Star Trek: The Next Generation, era talmente sicuro che la serie sarebbe fallita che per le prime sei settimane di riprese non disfò neppure i bagagli, convinto di dover presto ripartire.

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In gergo cinematografico le “maglie rosse” indicano i personaggi secondari, facilmente sacrificabili. Il termine viene proprio da Star Trek dove le comparse, spesso destinate a morire nel corso dell’episodio, indossavano sempre le divise di quel colore.

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Star Trek ha predetto il futuro della tecnologia fin dall’inizio. Alcuni oggetti che hanno tratto ispirazione da Star Trek sono i tablet, i touch screen, i cellulari ad apertura a flip, i computer con interfaccia vocale, gli strumenti per le teleconferenze e i traduttori universali in tempo reale. Ma poi la tecnologia del mondo reale ha superato quella mostrata nella serie.

FONTI: film.it – catawiki.com – startrekmania.org


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Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

14 pensieri riguardo “Aneddoti e curiosità del lunedì: Star Trek”

  1. Sempre interessanti queste chicche che condividi, mi ha fatto quasi ridere la riuscita del saluto di Zachary Quinto ma a pensarci bene, nelle riprese del film dev’essere stata quasi una tragedia… era inevitabile credo, inventare un qualcosa per far sì che l’attore in questione riuscisse nel saluto. Buonanotte carissima Raffa ⚘️

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