Lunedì scorso, in Contratti capestro, abbiamo visto alcune delle clausole più terribili inserite dai produttori per legare a sé i grandi divi. Oggi vediamo come gli attori hanno risposto a queste imposizioni. Nel 1936 l’attrice Bette Davis, dopo che la sua casa di produzione le aveva imposto una serie di film, uno più brutto dell’altro, decise di fare causa alla Warner Bros, ma purtroppo la perse: il giudice sentenziò infatti che l’attrice aveva firmato il contratto di sua volontà, senza alcuna costrizione. La Davis fu condannata anche a pagare una multa di 30.000 dollari.
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Prima del tappeto rosso
Prima di diventare famosi i grandi attori hanno fatto lavori di ogni tipo, anche molto strani. Geena Davis, la dolcissima interprete di Thelma e Louise, ha fatto il manichino “vivente” in un negozio di moda di New York, Sylvester Stallone puliva le gabbie dei leoni allo zoo, Michelle Pfeiffer faceva la donna delle pulizie in un supermercato, Sharon Stone vendeva hot-dog per strada e il grande Sean Connery/James Bond faceva il lucidatore di bare.
(Aneddoti e curiosità sono tratti dal libro Fulminanti film di Martin Oliver, Salani editore)