L’ultimo interprete di Spider man è l’attore britannico Tom Holland, classe 1996. Per prepararsi al ruolo di Peter Parker, Holland ha passato qualche giorno in un liceo americano nel Bronx, presentandosi come uno studente britannico di nome Ben. Ma, scherzando, sembra che abbia detto ai nuovi compagni di essere Spider man in incognito. Pare che l’attore abbia, in generale, problemi con gli spoiler, che per ovvi motivi dovrebbe evitare. Sembra proprio che non riesca a tenere la bocca chiusa e, per questo motivo, nelle interviste spesso c’è Benedict Cumberbatch che gli fa da baby sitter, evitando che sveli troppe cose.
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A Hollywood esiste un’azienda, la Earl Hays Press, che dal 1915 produce oggetti di scena fittizi da utilizzare nei film: da quotidiani inesistenti a libri mai pubblicati, fino a cibi in scatola introvabili nei supermercati. In questo modo le Case di Produzione evitano di dover pagare i diritti di riproduzione per l’uso dei prodotti reali. Perciò se in un film compare un giornale, un libro o un prodotto realmente esistente, è molto probabile che la sua presenza sia voluta, e si tratti di pubblicità occulta. Oggi ogni articolo è personalizzabile, ad esempio sulla pagina di un quotidiano si può scrivere quello che si vuole, ma all’inizio, e per decenni, si è usato un unico campione, perciò è facile che i protagonisti di vecchi film, in pellicole diverse, leggano la stessa pagina di quotidiano.
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Nel 1974 Tom Hanks aveva 18 anni ed era solo uno sconosciuto studente di recitazione. Quell’anno il regista George Roy Hill era all’apice del successo con La stangata, che vinse ben sette Oscar, e Tom pensò che la strada più veloce per realizzare i suoi sogni fosse scrivere al regista, chiedendo ciò che più desiderava: essere scoperto come attore. La lettera è semplicemente deliziosa ed è stata recentemente ritrovata nella biblioteca dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Hollywood, alla quale la famiglia di George Roy Hill aveva affidato tutti i suoi archivi, alla morte del regista nel 2002.
“Caro signor Hill, dopo aver visto il suo fantastico, divertente e pluripremiato film, ho capito che è il momento perfetto perché lei mi ‘scopra’. So cosa starà pensando (Chi è questo ragazzo?) e i dubbi che potrei suscitare. Sì, sono un nessuno. Nessuno al di fuori della Skyline High School ha mai sentito parlare di me. Il mio aspetto è insignificante. Non sono un dio greco e non riesco nemmeno a farmi crescere i baffi, ma immagino che la gente pagherebbe per vedermi. Entriamo nei dettagli della mia scoperta. Possiamo fare come è stata scoperta Lana Turner. Seduto su uno sgabello in una gelateria, lei entra, mi guarda e BAM! Divento una star. Oppure possiamo fare in un altro modo. Un giorno entro nel suo ufficio e chiedo un lavoro. Per liberarsi di me, mi dà una parte da sostituto nel suo prossimo film. Durante le riprese, la star si rompe una gamba nel camerino e, siccome è in ritardo sulla tabella di marcia, mi mette arbitrariamente al suo posto e BAM! Divento una star. Tutti questi piani mi vanno a pennello, ma può fare come preferisce, non mi dispiacerebbe affatto! Ma chiariamo subito una cosa. Signor Hill, non voglio essere una superstar di Hollywood con ragazze che mi strusciano ai piedi; voglio solo essere un ragazzo americano che ha avuto la sua grande occasione, possiede una Porsche e chiama Robert Redford “Bob”.
Con rispetto, Thomas J. Hanks
Tom Hanks non ebbe fortuna con la sua lettera e dovette aspettare un po’, girando film e opere teatrali assolutamente dimenticabili, finché Ron Howard non gli diede l’opportunità in Splash – Una sirena a Manhattan (1984).
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Nel film del 1976 Taxi Driver, Jody Foster interpretava la prostituta adolescente Iris, di soli 12 anni, affiancando Robert De Niro nei panni di Travis Bickle, tassista e veterano del Vietnam dalla psiche profondamente tormentata. A proposito di questo ruolo, l’attrice ha dichiarato di essere stata felicissima per l’occasione che le era stata offerta, considerando sia la sua età (14 anni), sia il fatto che all’epoca era un’attrice Disney. «All’inizio non volevo accettare la parte, ma solo perché temevo che i miei amici mi avrebbero preso in giro. Pensavo: “Cavolo, non ci posso credere”. Era un ruolo fantastico per Melanie Griffith, ma non potevo credere che lo stessero offrendo a me. Comunque sapevo bene che tipo di personaggio dovevo interpretare. Sono cresciuta a tre isolati da Hollywood Boulevard e vedevo prostitute come Iris tutti i giorni». Nei momenti più difficili, quando si trattava di spiegarle cosa doveva fare e come doveva farlo, Scorsese e De Niro erano i più imbarazzati. «Immagino che lo facessero per me, per proteggermi, ma continuavano a ridacchiare per l’imbarazzo e non arrivavano al punto. Allora ho preso io in mano la situazione e gli ho detto ‘Devo tirare giù la lampo così, e poi mettere la testa lì, giusto?’ E finalmente abbiamo girato la scena. Pensare che poi ho passato quattro ore con uno psichiatra cercando di dimostrare che interpretare una prostituta non mi turbava. Ha senso?»
FONTI: bestmovie.it – skyspettacolo.it – ciakmagazine.it