Fu una delle prime grandi attrici del cinema muto, celebre per il suo lungo sodalizio artistico con il regista David W. Griffith. Fu diretta da lui in ben 38 film, impersonando la ragazza fragile e indifesa, simbolo dell’innocenza di fronte alla malvagità e alle difficoltà del mondo. Sopravvissuta al passaggio dal muto al sonoro, ha avuto un’ineguagliata longevità artistica, con una carriera durata ben 75 anni, dal 1912 al 1987. Appartata, mai disponibile per la cronaca rosa, attraverso una condotta di vita molto riservata e particolarmente seria, si è distinta da altre dive del momento, anche nel carattere poco incline ai compromessi. Si dice che fosse lei a decidere le inquadrature nelle scene d’amore e che a nessun partner fosse concesso sfiorarle le labbra. È rimasto celebre il duetto con John Gilbert, suo partner ne La Bohème (1926): ci vollero oltre 50 ciak e diversi giorni di riprese, per la sequenza di un bacio di soli 3 secondi.
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David Lynch, il poeta surreale
Indubbiamente uno dei registi più innovativi del cinema contemporaneo: i suoi film sono sempre caratterizzati da aspetti misteriosi, difficili da decifrare, frutto di una ricerca continua sul potere evocativo delle immagini. Oltre che regista è stato anche pittore e vignettista, ha realizzato spot pubblicitari, documentari, video e spettacoli multimediali; un vero artista multiforme, che ha occupato un posto particolare nel cinema statunitense per la sua capacità di andare oltre l’apparenza delle cose e di scrutare l’animo umano nei suoi più profondi meandri.
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