“Se hai bisogno di una mano, cerca alla fine del tuo braccio. Andando avanti con gli anni, però, ricordati che hai due mani, una per te, e una per aiutare gli altri”
Autore: Raffa
Monica Vitti, ironia al femminile
A vederla così spontanea, esuberante e piena di brio, così immediata nel saper creare con il pubblico un istintivo rapporto di simpatia, si stenta a riconoscere in lei l’introversa e malinconica protagonista della trilogia dell’incomunicabilità di Antonioni.
Il suo vero nome era Maria Luisa Ceciarelli. Nasce a Roma il 3 novembre 1931 e trascorsa l’infanzia a Messina, ritorna con la famiglia a Roma dove frequenta i corsi del Pittman’s College e poi, vinta la resistenza dei genitori, che purtroppo non l’hanno mai appoggiata nella sua passione, si iscrive all’Accademia d’arte drammatica, diplomandosi nel 1953. All’inizio venne scartata per la voce, ma quando minacciò di uccidersi se non l’avessero ammessa, accettarono la sua iscrizione. Il suo insegnante di recitazione è Sergio Tofano, che si accorge subito della sua istintiva comicità.