Storia di un eroe

Questa è la storia di un gigante buono. Non è però uno di quei suggestivi racconti fantastici, pieni di elfi, gnomi e draghi, dove i giganti dominano le vallate, scavalcando le montagne con un solo passo. E non è neppure una bella fiaba, dove i giganti vivono in un magnifico castello e hanno sempre una gallina pronta a scodellare uova d’oro. Ma a pensarci bene, forse non è nemmeno un gigante: un metro e settanta di altezza… definirlo gigante è quanto meno generoso. Allora ricominciamo da capo.

Questa è la storia di un uomo normale. Come tutti gli uomini, è stato un bambino, e come tutti i bambini amava disegnare. Un giorno la maestra disse ai bambini: “Disegnate quello che volete fare da grandi”. Alcuni fecero un astronauta, altri un calciatore, i più coraggiosi disegnarono un pompiere, ma lui no. Lui disegnò Batman. Certo, a modo suo, come una specie di angelo, con due enormi ali nere che sembravano tagliuzzate da un paio di forbici impazzite. Sua madre lo conserva ancora quel disegno, perché le mamme non buttano mai via niente dei figli, e ogni tanto lo guarda con orgoglio.

Quando la maestra, un po’ sorpresa da quell’insolita risposta, gli chiese perché da grande volesse fare Batman, lui semplicemente rispose: “Perché voglio aiutare la gente”. Non per poter volare. Non per guidare la Bat-mobile. Ma per aiutare la gente. Ora pensate a un bambino di 4 anni, che ancora non ha ben chiaro neppure il concetto di bene e di male, e ditemi da dove poteva scaturire quella risposta così grandiosa nella sua ingenuità, se non da una bontà unica e speciale, profondamente radicata nella sua anima che si affacciava allora alla vita.

Dunque il nostro eroe forse non sarà un gigante, ma è buono, buonissimo, fin troppo buono.

Il tempo passò, per lui come per tutti, e quel bambino si ritrovò adulto senza neppure rendersene conto. In un attimo, come per l’incantesimo di un mago potente, sparirono i giocattoli, i sogni, le favole, ma non quel desiderio profondo di fare del bene, di aiutare la gente. E siccome i corsi per fare Batman erano chiusi, scelse di diventare un medico.

Un brutto giorno, ma davvero molto brutto, arrivò dal nulla un nemico sconosciuto e terribile, forse un demonio fuggito dall’Inferno, misterioso e letale come un drago, per di più invisibile, vigliacco come tutti i cattivi, apparentemente invincibile, come sembrano sempre i nemici prima di essere sconfitti.

Credete che il nostro eroe sia scappato? Neppure per sogno! Ha indossato la sua armatura, bianca come quella che indossano i buoni, ed è andato a combattere, senza paura, senza nessuna esitazione, con il solo pensiero di aiutare la gente contro quel nemico spietato. Ha combattuto giorno e notte, per settimane, senza dormire, quasi senza mangiare, dimenticandosi di se stesso e pensando solo ad aiutare la gente, perché quello era il suo sogno, quello il suo destino, quello il suo posto nel mondo.

Ma il suo cuore era talmente pieno di bontà, da essere un po’ più grande del normale, e i suoi battiti non erano regolari come quelli di tutti gli altri, ma seguivano il ritmo accelerato e incostante che batte nel petto degli eroi. Forse per quello, forse per un incantesimo malvagio o forse perché così era scritto nel libro del destino, un brutto giorno, molto più brutto di quello che l’aveva preceduto, il nemico sconosciuto riuscì a infiltrarsi tra le maglie dell’armatura, e poi giù, senza fermarsi, fino a stringere i polmoni, senza pietà, impedendo all’aria di passare.

E ora il nostro eroe sta lottando per se stesso, accudito da altri eroi come lui, che forse da bambini sognavano di poter diventare Batman per aiutare la gente.

Vorrei tanto che questa fosse una favola, per poter scrivere il finale a modo mio, invece è la storia vera di un gigante buono, che combatte appeso a un filo di speranza e alla preghiera di una mamma. Anzi, due. Perché le donne sono madri di tutti i figli di questo mondo.

(Questo racconto è presente anche sul blog World of Sphaera, che lo ha gentilmente ospitato, e lì troverete anche altre storie molto belle da leggere)

Autore: Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

13 pensieri riguardo “Storia di un eroe”

  1. Pingback: Punto – endorsum

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...